I
numeri diffusi nei giorni scorsi dalla Lav, a corredo del video-scandalo
sui trasporto degli animali da macello, sono drammatici e vale la pena
ricordarli. Il nostro Paese detiene il record di cavalli vivi movimentati
nell'Unione europea (84%), equivalenti a circa 80mila animali trasportati
nel 2006 e 90mila nel 2005, per la maggioranza provenienti da Spagna,
Lituania, Romania e Polonia. A causa dei trattamenti terribili patiti,
come avviene per altri animali, oltre il 70% di loro muore durante il
viaggio ben prima di arrivare al macello. «Nei trasporti di cavalli dalla
Spagna all'Italia, in due investigazioni nell'ultimo anno - ha spiegato
Roberto Bennati, vicepresidente Lav - è stato riscontrato il 98% di
illegalità rispetto alle norme europee. Di qui la nostra stima è che nella
maggior parte di questi viaggi gli animali subiscano grandi sofferenze».
Con 170mila cavalli macellati ogni anno, gli italiani sono anche i
principali consumatori di carni equine in Europa, anche se in flessione
rispetto agli Anni Novanta (260mila cavalli macellati in Italia nel 1995).
Secondo i dati Lav, il consumo di carne di cavallo in Italia è concentrato
in alcune regioni:
la Puglia
consuma il 32% del totale nazionale,
la Lombardia
il 14,3%, il Piemonte il 10,8%, l'Emilia Romagna il 9,2%, il Veneto il
7,6% e il Lazio il 5,5%. Trasportare animali, siano essi da macello o da
gara o da "compagnia", è questione delicata e le nuove normative della
Comunità Europea regolano rigidamente i viaggi. Eppure continuano a
verificarsi scempi come quelli riportati dalla Lav. Dal 5 gennaio di
quest'anno è entrato in vigore il regolamento CE 1/2005 che tra le novità
più significative impone alle società di trasporto di munirsi di personale
qualificato attraverso corsi di formazione per conducenti e guardiani. In
poche parole, è necessario un patentino che abiliti e certifichi la
preparazione di chi è alla guida del mezzo che trasporta bestiame
(patentino per conducenti) o a cui il bestiame è stato affidato (patentino
per guardiani). Alle forze dell'ordine si affiancano i controlli da parte
delle ASL del territorio, che accertano lo stato fisico degli animali
trasportati e controlla che non abbiano subito maltrattamenti di nessun
genere, pena la reclusione da tre mesi ad un anno. Se tutto ciò sembra
molto giusto c'è da dire, però, che non si è tenuto conto di tutte quelle
persone, appassionate di cavalli che devono muovere i propri "equidi
registrati" per diletto o per le gare nei week-end. Dal 5 gennaio 2008
diventa molto chiara e netta la distinzione tra trasporto conto proprio e
trasporto conto terzi. Per semplificare, almeno che non si sia iscritti al
registro degli autotrasportatori e si apra una partita IVA apposita,
nessuno potrà più portare sul proprio van o trailer il cavallo di un amico
senza incappare in pesanti sanzioni. Per aggirare questo problema le
soluzioni che ne derivano sono a dir poco pittoresche. Facciamo alcuni
esempi: chi ha un maneggio, per portare i cavalli dei soci, dovrà
intestare il mezzo al circolo ippico e girare con la lista dei soci sempre
in tasca a dimostrazione che chi qui da è un socio o che i cavalli
trasportati sono solo ed esclusivamente degli associati; chi porta cavalli
di terze persone o diventerà autotrasportatore di professione oppure potrà
intestare il mezzo ai proprietari dei cavalli che è solito ospitare,
decisamente poco pratico; i parenti che risultano nello stato di famiglia
possono, invece, usufruire del trasporto a titolo gratuito. Pochi giorni
fa, durante un corso, una signora si è alzata e ha chiesto all'ingegnere
della motorizzazione come potesse trasportare il cavallo del suo compagno
senza correre nessun rischio. La risposta si commenta da sola: «O
cointesta il mezzo oppure si fa sposare».