QUELLE STRANE LEGGI PER TRASPORTARE I CAVALLI

 

14 FEBBRAIO 2008 Libero

Quelle strane leggi per trasportare i cavalli

FILIPPO MARIA GRISPINI CRISTINA DE' DIONIGI

I numeri diffusi nei giorni scorsi dalla Lav, a corredo del video-scandalo sui trasporto degli animali da macello, sono drammatici e vale la pena ricordarli. Il nostro Paese detiene il record di cavalli vivi movimentati nell'Unione europea (84%), equivalenti a circa 80mila animali trasportati nel 2006 e 90mila nel 2005, per la maggioranza provenienti da Spagna, Lituania, Romania e Polonia. A causa dei trattamenti terribili patiti, come avviene per altri animali, oltre il 70% di loro muore durante il viaggio ben prima di arrivare al macello. «Nei trasporti di cavalli dalla Spagna all'Italia, in due investigazioni nell'ultimo anno - ha spiegato Roberto Bennati, vicepresidente Lav - è stato riscontrato il 98% di illegalità rispetto alle norme europee. Di qui la nostra stima è che nella maggior parte di questi viaggi gli animali subiscano grandi sofferenze». Con 170mila cavalli macellati ogni anno, gli italiani sono anche i principali consumatori di carni equine in Europa, anche se in flessione rispetto agli Anni Novanta (260mila cavalli macellati in Italia nel 1995). Secondo i dati Lav, il consumo di carne di cavallo in Italia è concentrato in alcune regioni: la Puglia consuma il 32% del totale nazionale, la Lombardia il 14,3%, il Piemonte il 10,8%, l'Emilia Romagna il 9,2%, il Veneto il 7,6% e il Lazio il 5,5%. Trasportare animali, siano essi da macello o da gara o da "compagnia", è questione delicata e le nuove normative della Comunità Europea regolano rigidamente i viaggi. Eppure continuano a verificarsi scempi come quelli riportati dalla Lav. Dal 5 gennaio di quest'anno è entrato in vigore il regolamento CE 1/2005 che tra le novità più significative impone alle società di trasporto di munirsi di personale qualificato attraverso corsi di formazione per conducenti e guardiani. In poche parole, è necessario un patentino che abiliti e certifichi la preparazione di chi è alla guida del mezzo che trasporta bestiame (patentino per conducenti) o a cui il bestiame è stato affidato (patentino per guardiani). Alle forze dell'ordine si affiancano i controlli da parte delle ASL del territorio, che accertano lo stato fisico degli animali trasportati e controlla che non abbiano subito maltrattamenti di nessun genere, pena la reclusione da tre mesi ad un anno. Se tutto ciò sembra molto giusto c'è da dire, però, che non si è tenuto conto di tutte quelle persone, appassionate di cavalli che devono muovere i propri "equidi registrati" per diletto o per le gare nei week-end. Dal 5 gennaio 2008 diventa molto chiara e netta la distinzione tra trasporto conto proprio e trasporto conto terzi. Per semplificare, almeno che non si sia iscritti al registro degli autotrasportatori e si apra una partita IVA apposita, nessuno potrà più portare sul proprio van o trailer il cavallo di un amico senza incappare in pesanti sanzioni. Per aggirare questo problema le soluzioni che ne derivano sono a dir poco pittoresche. Facciamo alcuni esempi: chi ha un maneggio, per portare i cavalli dei soci, dovrà intestare il mezzo al circolo ippico e girare con la lista dei soci sempre in tasca a dimostrazione che chi qui da è un socio o che i cavalli trasportati sono solo ed esclusivamente degli associati; chi porta cavalli di terze persone o diventerà autotrasportatore di professione oppure potrà intestare il mezzo ai proprietari dei cavalli che è solito ospitare, decisamente poco pratico; i parenti che risultano nello stato di famiglia possono, invece, usufruire del trasporto a titolo gratuito. Pochi giorni fa, durante un corso, una signora si è alzata e ha chiesto all'ingegnere della motorizzazione come potesse trasportare il cavallo del suo compagno senza correre nessun rischio. La risposta si commenta da sola: «O cointesta il mezzo oppure si fa sposare».

 

 

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