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MEDICINALI SCADUTI AGLI ANIMALI -TRAFFICO |
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14 FEBBRAIO 2008
Truffa: Guadagni facili con la carne taroccata Gli allevatori risparmiavano, la farmacista e i suoi collaboratori guadagnavano bene e i veterinari incassavano senza fatica.
IL TRAFFICO In quaranta allevamenti di mezza Sardegna, secondo gli accertamenti dei militari del Nas (Nuclei antisofisticazioni), venivano utilizzati regolarmente i farmaci scaduti procurati dall'organizzazione che aveva sede ad Arborea. Quasi tutte si trovano in provincia di Oristano, tra Ghilarza e Paulilatino, ma anche nella zona di Solarussa, Tramatza e Sedilo. Acquistare nel mercato clandestino per i pastori oristanesi era particolarmente conveniente: utilizzando le medicine scadute e riciclate per le cure degli agnelli riuscivano a risparmiare più del settantacinque per cento. Infischiandosene, ovviamente, degli effetti che i farmaci scaduti potevano provocare agli animali, ma anche delle possibili alterazioni del latte o della qualità della carne. LE CURE Gli agnelli insomma venivano medicati senza che un medico si preoccupasse di visitarli e di accertare quale fosse il problema. A fare la diagnosi ci pensavan o direttamente i rappresentanti della farmacista che facevano credere ai pastori di essere in grado di riconoscere qualsiasi tipo di patologia e di assegnare anche il farmaco più adatto al caso. Le dosi necessarie erano disponibili nel giro di pochi giorni, senza dover scomodare un veterinario. Tanto c'erano quelli che collaboravano con la farmacista e la sua organizzazione: uno di Villaurbana, uno di Arborea e uno di Terralba. I tre, secondo le indagini dei carabinieri, firmavano qualsiasi ricetta servisse per giustificare la vendita dei medicinali senza aver mai visitato il bestiame e senza essere certi che il farmaco fosse quello più adatto. Alla compilazione dei registri dei farmaci ci pensava ugualmente l'organizzazione: tutto veniva falsificato e così i pastori non dovevano preoccuparsi minimamente delle pratiche burocratiche previste dalla legge per accertare quali trattamenti abbiano subito i capi destinati al macello, ma anche quelli sfrutt ati per la produzione del latte e del pecorino. IL BLITZ All'alba di ieri i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Cagliari, insieme ai colleghi del comando provinciale di Oristano, hanno perquisito decine di aziende agricole in tutta la provincia. Contemporaneamente è scattato il blitz ad Arborea, dove i militari hanno sequestrato tutte le scorte di medicinali avariati e tutte le dosi già prenotate e che nel giro di qualche giorno sarebbero state consegnate ai vari allevatori. All'operazione hanno partecipato oltre cento uomini che hanno anche controllato migliaia di capi di bestiame e visitato alcuni macelli. Per ora è stato scoperto solo un traffico di farmaci scaduti, ma non è escluso che negli allevamenti sardi venissero utilizzati anche medicinali contraffatti, principi attivi vietati o acquistati all'estero. L'indagine che si è conclusa ieri ha consentito di appurare che ad Arborea arrivavano tutte le confezioni che venivano procurate nella casa farmaceutica della provincia di Cesena. Le indagini puntano adesso a focalizzare la rete degli agenti di commercio, dei procacciatori d'affari e della clientela.
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