CONCLUSA LA STAGIONE VENATORIA

 

CONCLUSIONE DELLA STAGIONE VENATORIA

Al tramonto di giovedì 31 gennaio si è conclusa la stagione di caccia 2007/08, iniziata a settembre. I cacciatori italiani sono passati dai 2 milioni degli anni ’60 ai circa 700.000 di oggi, ed un’attività ormai oggetto del disprezzo della maggioranza degli Italiani, di scarso interesse per i giovani d’oggi, cerca di sopravvivere ai propri errori invocando assurde /deregulations/, anziché concorrere alla salvaguardia
del patrimonio faunistico e degli habitat.
I dati della stagione di caccia che volge alla fine attestano una
sequenza impressionante di fatti di sangue o altri incidenti di caccia: 54 morti e 76 feriti per episodi correlati all’impiego di armi da caccia o all’esercizio venatorio (10 morti e 16 feriti per la sola caccia al cinghiale); 2 morti (di cui 1 minorenne) e 21 feriti tra cittadini comuni non dediti alla caccia (lavoratori vari, agricoltori, passanti).
Anche l’alto numero di cacciatori colpiti da infarto nella zone di caccia (21 morti e 2 ricoveri), mentre vagavano con armi cariche, dimostra la frettolosità degli esami medici per il rinnovo delle licenze, e l’inadeguatezza del Decreto del Ministero Sanità del 28/4/1998 sui requisiti psicofisici per esercitare la caccia, che nulla prescrivono o vietano in caso di malattie cardiovascolari.
Non è garantito che maggior rigore venga prestato al preliminare accertamento di turbe psichiche, questo obbligatorio, stanti le tragedie avvenute negli ultimi anni connesse all’uso a fini di violenza privata di armi da caccia.
 

da Abolizione Caccia 1 febbraio 2008

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