Maggio '06

 

EquinewsLav di: Angela Marino
LEGA ANTI VIVISEZIONE
Settore "Ippica e Sport Equestri"

 

RISPOSTA U.N.I.R.E. SU INCIDENTE A CAPANNELLE

Riferiamo di aver ricevuto una risposta dall'U.N.I.R.E. in merito alla ns. richiesta di chiarimenti sul grave incidente avvenuto all'ippodromo di Capannelle il 19 febbraio scorso, che era costato la vita al cavallo Almanzor contro cui si era schiantata la cavalla Terra Romana che era fuggita al galoppo in senso contrario dopo essere caduta sulla prima siepe.
Il Commissario, Francesco Saverio Abate, ci ha comunicato che "questo Ente ha prontamente avviato un'inchiesta interna per l'accertamento dei fatti. Al termine dell'inchiesta è stato adottato un provvedimento di sospensione, dall'attività di controllo e disciplina corse, nei confronti dei componenti
della giuria". Certo non è molto, ma sempre meglio di niente. Questo, inoltre, conferma la ns. precedente opinione circa il comportamento irresponsabile dei giudici che avevano deciso di non bloccare immediatamente la gara; in tal caso, probabilmente, la tragedia si sarebbe potuta evitare.
In merito alla ns. richiesta di abolizione delle corse ad ostacoli, invece,
il Commissario Abate ci informa che l'Ente non intende accoglierla dal momento che esse costituiscono una vera specializzazione ed una disciplina "altamente spettacolare"; sono, insomma, un "veicolo di promozione per l' ippica". Ecco spiegato dunque il motivo principale di tali corse, ossia il
guadagno. Cosa importa se ogni tanto qualche cavallo ci rimette la salute o la vita? Per onestà e correttezza dobbiamo infine comunicare che nella lettera in questione il Commissario dice che "L'Ente peraltro ha recentemente adottato misure ancor più stringenti in materia di sicurezza delle piste da corsa; esso ha anche in animo di modificare le parti del
regolamento delle corse ad ostacoli aumentando i controlli già esistenti per l'accertamento della qualità dei soggetti da impiegare in tali manifestazioni sportive, in modo da escludere totalmente quelli non adatti all'impiego loro richiesto". E' l'unica nota di speranza che abbiamo per il futuro.
 

 

 

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