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EquinewsLav di: Angela Marino
LEGA ANTI VIVISEZIONE
Settore "Ippica e Sport Equestri"
MALTRATTAMENTI DALL'EUROPA
In Gran Bretagna un uomo di 53 anni, accusato di aver provocato la morte
del suo pony per avvelenamento, è stato condannato dai magistrati a
prestare servizio in una comunità sociale per 200 ore ed al pagamento di
500 sterline. L'episodio risale al settembre 2005, quando un ispettore
della Rspca aveva ricevuto una chiamata per un pony sofferente finito nel
prato di un veterinario. Il piccolo era in edema polmonare e veniva
pertanto sottoposto ad eutanasia. L'autopsia aveva rivelato un gravissimo
danno al fegato causato dall'ingestione cronica di piante della specie
Senecio
tristemente nota per la sua tossicità nei confronti dei cavalli. Il povero
pony aveva sofferto per settimane e gli ultimi giorni erano stati per lui
un calvario. Secondo i giudici ogni giudizioso proprietario di cavalli
deve sapere che certe piante possono risultare pericolose per la loro
vita, motivo per cui lo hanno condannato. L'associazione animalista, però,
non è rimasta soddisfatta della pena inflitta in quanto ritenuta troppo
morbida e che non contiene (come si aspettava) alcun divieto di detenere
animali per tanti anni a venire.
Sempre dalla Gran Bretagna ci è appena giunta un'altra brutta notizia
riguardante la morte di otto cavalli partecipanti al festival ippico di
Cheltenam per gravi infortuni subiti in gara. Il tragico bilancio si
riferisce ai primi tre giorni del tradizionale concorso ed è il peggiore
dal 1996, quando si registrarono 10 decessi. Le associazioni animaliste
hanno duramente condannato l'accaduto e dichiarato che "Non c'è alcuna
giustificazione che quest'evento prosegua nonostante la morte di tanti
cavalli", mentre gli organizzatori della manifestazione hanno annunciato
l' apertura di un'inchiesta interna. A noi rimane l'amarezza per delle
vicende che, purtroppo, dimostrano come in materia di maltrattamenti e di
sfruttamento dei cavalli "tutto il mondo è paese".
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