
da Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director
Il 19 Aprile, il
Dipartimento canadese della Pesca e degli Oceani ha ufficialmente chiuso
l’ultima e più grande fase della caccia alle foche nel Newfoundland e
Labrador, in Canada.
Funzionari governativi hanno riferito che la partecipazione alla caccia di
quest’anno è stata notevolmente bassa e che molti cacciatori hanno deciso
di non parteciparvi, principalmente a causa del prezzo elevato del
combustibile e del basso prezzo delle pelli che vengono vendute a circa la
metà del prezzo praticato un anno fa.
La caccia
commerciale alle foche è in crisi a causa della crescente opposizione
attraverso tutta l’Europa e la chiusura dei mercati sta causando un
crollo dei prezzi
dei prodotti derivati dalle foche.
La portavoce del commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas, pochi
giorni fa aveva annunciato che la Commissione UE sta valutando l'adozione
di misure restrittive contro la strage delle foche in Canada, proprio in
considerazione dei metodi di «abbattimento inumano delle foche». Le
autorità canadesi hanno sempre respinto le accuse e giustificato la caccia
con la necessità di ridurre l'eccessiva popolazione di foche, accusate di
“rubare” il pesce, danneggiando così i pescatori locali. Una delegazione
canadese di recente ha incontrato i membri dell'Unione Europea per
convincerli a non istituire un bando sui prodotti derivati dalle foche, ma
questo ultimo disperato tentativo di placare le proteste non ha avuto
successo.
Le condizioni per
cacciare sono molto precarie: almeno tre barche sono state abbandonate nel
corso della settimana passata a causa delle condizioni del ghiaccio e
quasi una dozzina hanno richiesto assistenza alla guardia costiera
canadese.
I funzionari federali
affermano che soltanto il 60% della quota di quest'anno (275.000) è stata
cacciata.
Carino Company Ltd, società considerata leader nel settore, da 50
anni acquista pelli per poi lavorarle negli stabilimenti nel Newfoundland
e nel Labrador, ha reso note le foche uccise e le quote rimanenti. In data
20 Aprile, sono 114.107 gli animali che non sono stati
cacciati.
Nonostante l’aiuto del
governo, l’industria canadese della caccia non riesce mai, qualunque
strada percorra, a placare l‘ondata di proteste a livello internazionale,
nella quale l’OIPA Internazionale e le sue 170 leghe membro sono sempre
state protagoniste. |