Via Pola, 9/11, Milano (in zona Stazione Centrale FS)
Ore 14.00
- Presidio con dettagli da confermare
Milano.
La Regione
Lombardia con la Legge Regionale 16/2006 ed il suo conseguente
regolamento di attuazione numero 2 del 5 maggio 2008, ha normato tutti
gli allevamenti di cani sul territorio regionale, siano essi privati,
canili
di associazioni o grandi allevamenti, decretando che non vi debbano
essere più di 200 cani.
Ci sembra abbastanza evidente che Green Hill ha
ben più di 200 cani e che non potrebbe operare sul territorio lombardo
se dovesse seguire questa direttiva.
Quando ciò è stato
fatto presente alla ASL di Montichiari, la loro risposta è stata che
questo allevamento, essendo uno stabilimento fornitore di laboratori di
ricerca, opera sotto la legge 116 del Ministero della Salute. Se è vero
che un allevamento del genere deve rifarsi alla legge 116 e ai suoi
comunque vaghi o inesistenti parametri riguardo la
stabulazione, e che deve avere un nulla osta del Ministero della Salute,
rimangono anche dati di fatto incontrovertibili:
-si tratta di un allevamento di cani, non di altri animali
-si trova nella Regione Lombardia.
Non importa a quale fine siano destinati i cani, così come non importa nei casi di un canile che li salva e li affida o di un allevatore che li riproduce e li vende, Green Hill è in tutto e per tutto un allevamento di cani e deve sottostare a questa direttiva.
Se ci muoviamo per fare in modo che venga applicata non è perché auspichiamo spazi più ampi per i cani prima che vengano vivisezionati, né tanto meno accettiamo un allevamento di cavie se questo ha un numero relativamente basso di animali imprigionati. La nostra è invece una chiara e semplice scelta pratica: Green Hill di fronte all’obbligo di conformarsi a questa direttiva regionale verrebbe praticamente obbligato a chiudere, non potendo operare con profitto.
Sta alla ASL regionale lombarda la decisione.
Per cui facciamo sentire loro la nostra ferma opposizione ad un lager come quello di Montichiari!
———————————
Direzione Generale
Sanità Servizio U.O. Veterinaria
Dirigente Mario Astuti:
mario_astuti@regione.lombardia.it
Direttore Generale
Sanità Lombardia:
Carlo Lucchina
carlo_lucchina@regione.lombardia.it
Blocco e-mail: mario_astuti@regione.lombardia.it, infosanita@regione.lombardia.it, sanita@pec.regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_lucchina@regione.lombardia.it,
Lettera Tipo:
Spett.le ASL Regionale Lombarda,
Scrivo questa lettera riguardo l�allevamento di cani beagle Green Hill di Montichiari (BS).
Green Hill è l’unico allevamento di
“cani da laboratorio” in Italia, uno
dei principali in Europa.
Come sapete un numero altissimo di cani, ben 2500, sono rinchiusi nei
capannoni chiusi di questa azienda, in cui non entrano né aria né luce
naturale.
Da questo allevamento centinaia di cani ogni mese finiscono nei
laboratori
di vivisezione, dove saranno costretti ad inalare o ingerire sostanze
chimiche fino alla morte, ad essere sottoposti a chirurgia, operazioni
al
cervello, paura, dolore.
Una fine orrenda in nome del profitto di questa azienda.
Ci chiediamo come questo allevamento
possa operare sotto la Legge
Regionale 16/2006 ed il suo conseguente regolamento di attuazione numero
2
del 5 maggio 2008, il quale prevede per chi alleva o custodisce cani un
numero massimo di 200 animali e precise metrature per ogni individuo,
che
Green Hill non rispetta assolutamente.
Anche se Green Hill ha un’autorizzazione del Ministero della Sanità e
deve
operare sotto le direttive della legge 116, che norma la vivisezione in
Italia, mi sembra evidente che debba anche operare sotto le direttive
regionali in merito all'allevamento e la detenzione dei cani. Dopotutto
il
fine per cui sono allevati non può esentarli dal seguire una regola
sulle
modalità di allevamento.
Per cui chiedo che venga fatta rispettare questa normativa e auspico una totale chiusura di questa fabbrica di esseri viventi

