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30 marzo '05
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risposta Ambasciata
desideriamo con la presente rispondere al Suo messaggio, inviato recentemente alla nostra Ambasciata, contro l’uccisione delle foche in Canada. Siamo dell’opinione che argomenti di questo genere non possono essere affrontati basandosi su una informazione inesatta e su messaggi emozionali, ma devono basarsi su una conoscenza globale e approfondita della questione. Spesso leggiamo la parola "civilizzazione" nelle lettere di protesta. Cosa si intende con questa parola? Dipendere dal petrolio? Raggiungere il posto di lavoro incolonnati nelle nostre automobili? Inquinare la stessa aria che respiriamo per vivere? Mangiare al ristorante? Vivere di cibo prodotto in altri paesi e trasportato da una nazione all’altra? Bere acqua dalle bottiglie di plastica? Sopraffare l’ecosistema con deforestazioni, inquinamento, contaminazione dell’acqua, e così via? Dobbiamo fare attenzione quando cerchiamo di "definire" la giusta maniera in cui vivere. Molte persone nel mondo non la pensano come noi, che pure ci definiamo popoli civilizzati. Ad esempio le popolazioni del Canada artico del Nord e dell’Est ed i gruppi aborigeni canadesi hanno un rapporto con la natura molto diverso dal nostro, pur con un totale rispetto dell’ecosistema. Profondamente motivati ad utilizzare tutte le risorse possibili offerte dal territorio dove vivono, essi sono convinti che il Creatore ci abbia donato gli animali anche per la nostra sopravvivenza. Per loro la caccia non rappresenta niente di "poco civile" ma piuttosto un metodo di sostentamento assolutamente naturale, giusto e necessario, sia per il cibo in se che per il guadagno derivato dai prodotti della stessa caccia. Noi, con la nostra presunzione di civiltà e civilizzazione, con il nostro mondo industrializzato, dimostriamo soltanto un punto di vista, il "nostro". E diamo prova di intolleranza quando proponiamo i "nostri" valori come più importanti di quelli di "altri". Noi misuriamo il termine "civilizzazione" solo in base ai nostri standard, in questo caso quelli europei. Dobbiamo invece constatare che la diffusione delle campagne anticaccia ha avuto effetti devastanti sulle comunità aborigene e non del Canada del nord e dell’est.. A differenza di tanti altri paesi cosiddetti evoluti, il Canada possiede una delle coscienze ambientali pij forti e sviluppate, fortemente e attivamente condivise dalla sua popolazione. La protezione e la salvaguardia dell’ambiente sono una priorità del Governo, che si attiva in molteplici maniere per preservare i suoi immensi territori, le numerose risorse naturali e l’abbondante flora e fauna. Per quello che riguarda le foche, il Canada ha dedicato profondi ed accurati studi per tutelare la salute e l’abbondanza della specie. Ogni cinque anni viene effettuata una stima accurata e completa della popolazione di foche e un monitoraggio viene compiuto annualmente. Le comunità di foche vengono fotografate, sorvolando sistematicamente le immense zone in cui vivono, per avere un quadro esatto del loro numero e dell’età degli esemplari. Studi internazionali indipendenti confermano che la popolazione delle foche P grandemente cresciuta negli ultimi decenni. Vogliamo anche commentare brevemente le usuali proteste sui metodi di caccia, provocate purtroppo principalmente dall’impatto emotivo dei servizi fotografici e cinematografici. Se gli stessi reportage fossero girati in uno dei macelli in Italia dove vengono uccisi giornalmente centinaia di cavalli, mucche e anche animali giovanissimi come maialino e agnello, proveremmo senza dubbio le stesse emozioni negative. Dobbiamo affrontare la realtà che la morte di qualsiasi animale riveste la stessa drammaticità e che i cicli di violenza che appartengono all'ecosistema del nostro pianeta, benché necessari e naturali, suscitano ovviamente emozioni forti e contrastanti. Prima di affermare che non P "civile" uccidere le foche con un arpione, bisognerebbe studiare a fondo la questione e sapere che questo metodo P istantaneo, e che i metodi usati per uccidere le foche sono del tutto comparabili con quelli usati per tutti gli altri tipi di animali, sia in Europa che in Canada. Il Governo canadese rispetta il diritto di ciascuno di noi di sostenere le proprie opinioni ma sente anche il dovere di mettere in evidenza come alcune organizzazioni ambientalistiche usino filmati di cacciatori di frodo e di cuccioli di foca dando un’immagine totalmente distorta di quello che realmente accade sui ghiacci del Canada. Ci sono molti miti su questo argomento e, a questo proposito, allego alla presente un interessante documento dal titolo, appunto, "Miti e realtà sulla caccia alla foca". Concludendo, dobbiamo tenere presente che a culture diverse corrispondono realtà diverse. Noi impiegati dell’Ambasciata e probabilmente anche Lei abbiamo la fortuna di vivere e lavorare in circostanze molto più facili dei cacciatori delle zone costiere del Canada e degli altri paesi dove viene praticata la caccia. Dobbiamo rispettare le diversità delle varie pratiche tradizionali e culturali del mondo. La caccia alle foche in Canada rappresenta semplicemente l’uso sostenibile di una risorsa disponibile e rinnovabile ed una delle pochissime opportunità economiche per quelle regioni remote e rurali. InvitandoLa a leggere la pubblicazione allegata e a visitare il sito internet del Dipartimento della Pesca e degli Oceani (http://www.dfo-mpo.gc.ca), La ringraziamo per il Suo interessamento e per averci dato la possibilità di contestare alcune informazioni che incorrettamente sono state diffuse negli ultimi tempi. L’Ambasciata del Canada
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