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PORDENONE, I CANI RANDAGI FINISCONO NEL MIRINO |
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Il Gazzettino.it I cani randagi finiscono nel mirino. A lanciare una proposta shock è
una amministrazione della Destra Tagliamento, il Comune di Vivaro che ha
chiesto alla Regione di poter abbattere i cani randagi "custoditi" nei
canili dopo un anno senza prospettive di adozione. Ma l'iniziativa
potrebbe anche estendersi se altri Municipi della provincia dovessero
seguire la stessa strada. In pratica l'altra sera nel corso del consiglio
comunale è stato approvato un ordine del giorno che chiede
all'amministrazione regionale una deroga alla legge 39 del 1990, una norma
che cercava di prevenire e combattere il fenomeno del randagismo e
istituiva l'anagrafe canina. La proposta è del capogruppo di minoranza del
Comune di Vivaro, Walter D'Agnolo che l'ha motiva con le gravi difficoltà
economiche attraversate dagli Enti locali. «Il nostro Ente non è più in
grado di pagare le spese ai canili per far soggiornare gli animali randagi
- ha spiegato - visto che sono in forse anche i servizi essenziali
destinati alle persone. Per questo motivo abbiamo chiesto di poter
sopprimere i cani dopo un anno di soggiorno nelle strutture». Il documento
ha subito sollevato un mare di polemiche in provincia a cominciare dalla
Lav, la Lega antivivisezione. Il delegato pordenonese Guido Lemmi ha
"minacciato" di spedire tutti in Procura. Vi invitiamo a scrivere esprimendo la vostra
indignazione circa la delibera dell'Amministrazione di Vivaro (Pn) per abbattere i
cani dopo un anno di permanenza nel canile, Quanto appreso non è
ammissibile nemmeno per un'Amministrazione di una Regione Autonoma. Amministrazioe Comunale di Vivaro - Ufficio Protocollo Presidente del Consiglio Comunale di Vivaro |
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