FACCIAMO CHIUDERE GLI ALLEVAMENTI SVEDESI

13 agosto 2010

Nel 2009-2010 gli attivisti della Djurrättsalliansen, network svedese per la liberazione animale, hanno visitato più di 40 allevamenti di visone per raccogliere informazioni e documentare le condizioni degli animali. Dai dati
dell’industria stessa sapevano che un cucciolo di visone ogni quattro o cinque è destinato a morire nei primi mesi dalla nascita, ma non sapevano come… quello che è stato trovato nelle gabbie sono
piccoli morti, dilaniati, divorati dai fratelli o dalle madri, intere cucciolate senza orecchie, animali
con gravi ferite agli occhi e infezioni e piaghe alle zampe. Una realtà triste, agghiacciante, che prova ancora una volta l’incompatibilità della vita di un animale con la prigionia.
Lo scopo di questa investigazione, come di quelle che negli scorsi anni hanno documentato l’industria della pelliccia in Norvegia, Danimarca, Spagna e Finlandia è di mostrare a tutti cosa si nasconde dietro a questo settore di allevamento, dietro ai beni di lusso venduti nei negozi, aprendo un dibattito
pubblico sullo sfruttamento degli animali. Ma il lavoro della
Djurrättsalliansen ha anche un obiettivo a breve termine che è quello di far
vietare l’allevamento di visoni in tutta la Svezia, paese nel quale già l’allevamento di volpi è stato bandito alcuni anni fa.
Nel 2003 fu imposto agli allevatori di adeguarsi alle norme della legge sul benessere animale entro il 2010, cosa che non è stata fatta e che le immagini rese pubbliche in questi giorni, a poche settimane dalle elezioni politiche nazionali, hanno ampiamente documentato. Secondo la Commissione d’Inchiesta
che in quegli anni giudicò l’operato degli allevamenti di visone, sarebbe dovuto sparire quello che viene chiamato “comportamento stereotipato” (serie di movimenti continui, segno di alto livello di stress) e gli allevamenti avrebbero dovuto adeguarsi al quarto comma della legge sul benessere animale, il quale dice:
“Gli animali dovrebbero essere tenuti in un ambiente che stimola la loro salute e permette loro di comportarsi naturalmente” Animal Welfare Act (1988:534), 4 §
Un’inadempienza sarebbe stata motivo per un bando totale degli allevamenti da pelliccia in Svezia.
Ovviamente nessuna gabbia e nessun allevamento possono permettere ad un qualsiasi animale di comportarsi naturalmente, perché il visone vorrebbe solo essere libero di correre e nuotare nei boschi, e la Djurrättsalliansen cerca
di mettere questo in primo piano, portando avanti un’etica antispecista e liberazionista.
La Svezia è un paese che fino a qualche anno fa con 400 allevamenti era tra i maggiori produttori mondiali e a cui tutti guardano ancora con alto interesse.
Chiudere i rimanenti 175 allevamenti svedesi significa aprire la possibilità di eliminare passo passo tutta la produzione scandinava, visto anche l'ottimo lavoro svolto in Norvegia e Finlandia, che è la principale nel mondo.

Potete leggere di più e visionare il video dell’investigazione a questo link:
http://www.sveketmotminkarna.se/horror-revealed-swedish-fur-farms

L’attenzione sull’argomento è altissima in questo momento e in Svezia se ne parla a livello pubblico, politico e mediatico. In questi giorni le ambasciate e consolati svedesi riceveranno proteste in tutto il mondo.
Per questo
vi invitiamo a contattare i consolati presenti in Italia per chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di visone in Svezia.
Questi i contatti:
ambassaden.rom@foreign.ministry.se, consolatosvedesetorino@yahoo.it,
axelmunthe@sanmichele.org, consolato.svezia@morfini.it, camelit@camelit.it,
info@rivadelsole.it, consolato.svezia.fi@tiscali.it,
consolato.svezia.genova@fibertrade.it, gsb@transmar.it, capanna@capanna.it,
consolato.svedese.mi@iol.it, dovele@libero.it, agnelpmo@libero.it,
htlbobby@sistel.it, consulate@francescoparisi.com

Lettera tipo in inglese:

Dear Honorary Consulate/Embassy of Sweden:
We have seen shocking pictures from Swedish fur farms that the Animal Rights Alliance (Djurrättsalliansen) has taken during an undercover investigation involving over 40 mink farms.
We have heard that Sweden has some of the world's best laws and regulations against animal cruelty, including an Animal Welfare Act (Djurskyddslagen) that clearly states that "animals bred for fur production should be kept in such a
way that they can behave naturally and in a way that is conducive to their good health".
But during 2009 and 2010, the Animal Rights Alliance took undercover photo and video at one-fifth of all of the fur farms in Sweden. Investigative materials show that mink on Swedish fur farms live under miserable conditions -- worse than previously recognized by the Swedish Government. In 2003, a governmental commission of inquiry gave mink farms until 2010 to comply with the Animal Welfare Act. The commission of inquiry concluded that if the fur farms did not comply with the law, then the farming of mink for
fur should be partly or totally banned. Naturally, mink spend the greater part of their life in streams and other riparian areas; on mink farms the animals do not have access to any water whatsoever and are forced into a wire cage no
bigger than an open newspaper. Life in the cold wire cages often results in self-mutilation and cannibalism.
Investigative material gathered by the Animal Rights Alliance clearly proves that the Swedish fur industry has done nothing to improve conditions for mink on fur farms. At the majority of the farms that were visited, the Animal Rights
Alliance found evidence of stereotypical behavior, multiple cases of cannibalism, and countless mink with gaping
wounds, missing ears and rampant infections.
Fur farms are a mockery of the Swedish Animal Welfare Act and damage Sweden's reputation overseas. Show that Sweden can be a leader in compassion and save the lives of the 1.2 million mink that are killed in Sweden every year to make
unnecessary luxury products. We ask that you take responsibility and ban fur farming.
Please check this website with detailed information on this issue:
http://www.sveketmotminkarna.se/horror-revealed-swedish-fur-farms

Sincerely,
(nome)


CAMPAGNA AIP - Attacca l'Industria della Pelliccia
 

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