
da Paola Ghidotti
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Bruce Williams,
Presidente del “Fur Institute of Canada”, ha affermato che il futuro è
decisamente nero se il sostegno al bando all’importazione dei prodotti
derivati dalle foche continua a crescere all’interno dell’Unione Europea.
“La Vostra Industria è
in crisi … sta fronteggiando una crisi”, ha esordito così, Bruce Williams,
al meeting intitolato “Opportunità all’orizzonte per i cacciatori di
foche”, che si è da poco concluso a St. John in Canada.
Al meeting, organizzato per discutere la situazione di crisi, il futuro
dell’attività e cercare nuove strategie, erano presenti oltre ai
cacciatori, anche esponenti governativi, veterinari, con un totale di 100
persone portatrici di interessi economici nella caccia alle foche.
“Sfortunatamente le
organizzazioni per i diritti degli animali in ogni parte del mondo hanno
capito che il modo più semplice per uccidere qualcosa (manca forse un
termine migliore) è uccidere il mercato. Se non puoi vendere un prodotto,
se non ha un valore commerciale, allora direi che è condannato a sparire
dal mercato. Lo spettro del bando in Europa deve essere preso seriamente.
Vi è un altro problema. Una cosa che posso dire: se la se la pelliccia non
dovesse più essere di moda sulle passerelle di Parigi e Milano, non lo
sarebbe più da nessun’altra parte del mondo. La semplice realtà oggi è che
i grandi mercati sono Cina e Russia, ma vogliono le cose che sono alla
moda. La moda viene dettata dai paesi europei”, ammette Bruce Williams.
Belgio ed Olanda hanno
approvato leggi che proibiscono la vendita di prodotti derivati dalle
foche. Italia ed Austria stanno facendo pressione affinché l’UE approvi un
bando il prima possibile.
La caccia commerciale alle foche è in crisi a causa della crescente
opposizione attraverso tutta l’Europa. La chiusura dei mercati sta
causando un crollo dei prezzi dei prodotti derivati dalle foche: il prezzo
delle pelli è sceso quasi del 50% nel corso del 2007.
In base ai
dati forniti da Nova Scotia Humane Society,
nelle città canadesi, il numero di
rivenditori di pelliccia, nel corso degli ultimi 20 anni, è diminuito da
371 a 89.
I cacciatori ed il Ministro della Pesca e degli
Oceani hanno sempre difeso la caccia affermando che si tratta di
un’attività sostenibile, umana ed una risorsa necessaria per il Paese. Le
associazioni protezioniste, tra cui l’OIPA e le sue leghe membro, invece,
hanno per lungo tempo condannato la caccia, mostrato le immagini e svelato
cosa realmente succede sui ghiacci del Canada.

Carino
Company Ltd, società leader nel settore, che da
50 anni acquista pelli per poi lavorarle negli stabilimenti nel
Newfoundland e nel Labrador, in comunicati stampa indirizzati ai propri
clienti dichiara:
“I cambiamenti nella
situazione del mercato, in combinazione con la crescente protesta del
movimento animalista, hanno causato una brusca frenata all’industria.
L’opinione mondiale verso la caccia alle foche è cambiata…Purtroppo vi è
stata una forte diminuzione dei prezzi delle pelli di foca sul mercato… I
nostri indicatori mostrano che i prezzi sul mercato mondiale non
aumenteranno nel corso dei prossimi mesi. Per questi motivi non possiamo
pagare un prezzo più alto di quello fino ad ora praticato … dalla fine del
2006 le vendite sono frenate bruscamente. I prezzi sono stati abbassati
per 2 volte dallo scorso Gennaio 2007, non vediamo segni che ci permettano
di aumentare i prezzi nel corso dei prossimi mesi”.
L’anno scorso il
Canada ha chiamato in causa i governi del Belgio e dell’Olanda davanti al
WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) affermando che i divieti messi
in atto da questi due Paesi erano causati dalla disinformazione diffusa
dai gruppi animalisti. Il caso rimane tutt’oggi irrisolto. Infine, il
governo canadese, in un disperato tentativo di salvare l’immagine della
caccia e dimostrare che non si tratta di un’attività crudele, ha suggerito
nuove regole per l’uccisione di questi animali: i cacciatori dovrebbero
dissanguare le foche, subito dopo averle bastonate o fucilate.
Il processo, che prevede il taglio di due grandi vasi sanguigni, è
finalizzato a minimizzare il dolore e la sofferenza patita dall’animale.
Molti cacciatori hanno espresso preoccupazione riguardo al suggerimento in
questione: temono che le foto degli animali in pozze di sangue creino
troppo scompiglio e pubblicità, favorendo quindi le campagne delle
associazioni animaliste.
Questo ci da un’idea
di quanto sia disperata la situazione dell’industria della caccia alla
foca in Canada, la quale, nonostante l’aiuto del governo, continua ad
arrampicarsi sui vetri, non riuscendo mai, qualunque strada percorra, a
placare l‘ondata di proteste a livello internazionale, nella quale l’OIPA
e le sue leghe membro sono sempre state protagoniste.
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