29 ottobre 2007

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Un cane torturato sino alla morte come forma di arte, è la follia di un artista sudamericano, MA QUALE ARTISTA?!

E' avvenuto lo scorso agosto in Costarica nella Galeria Codice di Managua, la notizia giunge questo mese e ha scatenato la rabbia e l’indignazione degli animalisti di tutto il mondo.

Il sedicente artista costaricano Guillermo Vargas, conosciuto come Habacuc, ha pagato dei ragazzini perché gli trovassero un cane randagio per utilizzarlo in un’esposizione intitolata “Tu sei quello che tu leggi” che, secondo la sua opinione, voleva essere un tributo a un certo Natividad Canda (un nicaraguano che morì attaccato da due cani in una fattoria in Carthage). La povera bestiola chiamata dall’artista Natividad, è stata legata in un angolo della galleria con la ciotola del cibo tanto distante da non poter essere raggiunta e “Tu sei quello che tu leggi” scritto con le crocchette. Il povero cane, già malato, rimasto senza cibo né acqua, dopo due giorni è morto.

Guillermo disse che “un animale diventa elemento di attenzione quando viene posto in un luogo bianco dove la gente va per vedere dell’arte e non quando muoiono per strada per fame e sete. La stessa cosa che accadde a Natividad Canda, dove la gente fu insensibile con lui sin quando i cani non lo sbranarono”.


Ma nonostante la reazione sdegnata del popolo della Rete e di alcuni critici d’arte che hanno definito quell’opera “ripugnante provocazione” l’aspetto più devastante di questa storia sta nel fatto che solo alcuni dei partecipanti alla mostra hanno chiesto la liberazione del cane e senza ribattere alle rimostranze dell’artista che non voleva vedere rovinata al sua “opera d’arte”. Così come non c'è stato nessun intervento da parte delle autorità -magistratura e polizia - a cui dovrebbe spettare il compito di impedire gesti disumani.

La protesta attraverso una petizione on-line non ha neanche fermato il Museo d'arte contemporanea, che in un suo comunicato ha scritto: "Un'opera anche se discussa e discutibile, deve servire da spunto per opinioni diverse, e sia pure contrarie, però non deve mai dare spunto a censura".

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