![]() |
CORSE CLANDESTINE, IPPICA E ILLEGALITA' |
|
|
24 luglio 2008 Alture.net Il
confine tra legalità e illegalità nel mondo dell’ippica è molto sottile -
si sa - per cui le due facce della medaglia spesso si confondono o
sovrappongono, come dimostrano le cronache di tutti i giorni. Diamo
notizia, in primo piano, di una importante operazione messa in atto dai
Carabinieri di Avezzano (AQ) che hanno sgominato una grossa organizzazione
criminale dedita alle corse clandestine di cavalli. Il blitz nella zona
industriale, dove era in corso una gara, è l’apice di 10 mesi di indagini.
Le persone indagate sono 33, quasi tutti rom residenti ad Avezzano e nelle
province di Frosinone e Rieti, mentre sono 30 gli animali sequestrati
insieme a 12 stalle. I militari hanno anche effettuato numerose
perquisizioni domiciliari durante le quali sono state sequestrate flebo e
farmaci sospetti. Imponente lo spiegamento di forze e di mezzi con 200
carabinieri impiegati, che si sono avvalsi anche di unità cinofile e di un
elicottero. I militari del NAS di Pescara, coadiuvati da dieci veterinari
dell’ASL, hanno altresì provveduto ad eseguire prelievi ematici e di urine
sui cavalli i cui campioni sono stati inviati ai laboratori dell’UNIRE; se
dalle analisi dovessero risultare tracce di sostanze dopanti, i
proprietari rischiano anche una denuncia per maltrattamento. Ulteriori
indagini sono state avviate per accertare l’identità e la provenienza di
alcuni cavalli privi di microchip. Tale caso richiama alla memoria un
analogo intervento che era stato condotto dalle Fiamme Gialle nell’ottobre
Un’altra corsa illecita è stata sventata dai Carabinieri di Sciacca (AG), con diverse pattuglie appostate sin dalla notte lungo il percorso, i quali hanno denunciato 4 persone a piede libero ma in tanti erano riusciti a dileguarsi, ed una a Gela (CL) dalla Polizia che ha segnalato all’Autorità Giudiziaria oltre 15 persone in qualità di organizzatori. Si sono invece concluse le indagini dei Carabinieri di Lecce che il 26 agosto dello scorso anno erano intervenuti per bloccare corse clandestine che si svolgevano all’interno dell’ippodromo dismesso di Arnesano, grazie alle quali sono state iscritte nel registro degli indagati 14 persone tra organizzatori, proprietari e fantini. Da notare che il rischio per l’integrità fisica dei cavalli era molto alto in quanto la pista era priva di barriere e protezioni e che i fantini non avevano un’adeguata formazione professionale, tant’è che uno degli equini era stramazzato al suolo per soffocamento a causa dell’inesperienza del fantino che aveva tirato eccessivamente le briglie. Uno degli indagati, inoltre, avrebbe acquistato due cavalli di provenienza furtiva. Ma la situazione non è certo migliore nei circuiti dell’ippica “ufficiale”, dove il marcio è abbastanza diffuso. Recenti casi di doping sono stati riscontrati all’ippodromo di Palermo e in quello di Treviso (da Nord a Sud l’andazzo è lo stesso). Il primo riguarda un cavallo che, sottoposto ad analisi dopo una corsa ad aprile 2006, era risultato positivo all’Ambroxol e così i Carabinieri del NAS di Palermo hanno denunciato il proprietario di una scuderia ed un allenatore con l’accusa di “frode in competizioni ippico-sportive e somministrazione a cavalli da corsa di sostanze ad azione dopante”. L’altro episodio è accaduto a Treviso dove un cavallo arrivato primo al Premio Storga 2007 era risultato positivo alla benzoilecgonina, una sostanza che indica l’assunzione di cocaina. La magistratura treivigiana ha perciò denunciato fantino, proprietario, allenatore e veterinario. Riportiamo a tal proposito alcuni dati resi noti dai Carabinieri del NAS sul fenomeno, laddove emerge che sono oltre 150 i casi di doping rilevati ogni anno dall’UNIRE. In un loro comunicato si legge che “Il doping purtroppo è di casa per quella parte del mondo dell’ippica che va a braccetto con le scommesse clandestine”. Concludiamo riferendo alcuni punti salienti di un’intervista rilasciata alla rivista Gioco & Giochi dal nuovo Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, il quale vede il settore ippico “come una componente strategica dell’agricoltura….Intendo avere un approccio simile a quello che merita qualsiasi altro comparto industriale…..”. E dopo aver annunciato l’impegno ad affrontare il problema del calo degli spettatori e delle scommesse, ha espresso una preoccupante posizione rispetto al doping: “Credo che la lotta al doping vada perseguita con la massima decisione, tenendo ben presente però che la detenzione di farmaci legali in scuderia a scopo terapeutico non è di per sé condannabile. Bisogna ammettere che, così come sono concepite, per una forse eccessiva rigidità, le normative antidoping hanno finito per allontanare o demotivare molti proprietari. …….questa mancata distinzione tra trattamenti dopanti e trattamenti terapeutici costituisce il più grande limite delle attuali normative antidoping, alle quali si dovrà porre al più presto rimedio…..”. Se il buongiorno si vede dal mattino, non c’è certo da essere ottimisti sul futuro dell’ippica in relazione alla tutela dei cavalli!
|
|
|
|
|
||