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13 FEBBRAIO 2008
La Repubblica
Operazione della Forestale contro il traffico illecito di animali protetti
La persona denunciata scoperta con un arsenale di trappole proibite
Uccelli illegali e attrezzi di tortura bloccato il re dei
bracconieri
L'uomo falsificava gli
anelli di riconoscimento usati dagli allevamenti Apriva e richiudeva i
volatili per dividerli tra maschi e femmine
di VALERIO GUALERZI
ROMA - Poteva sembrare
l'attrezzatura di un artigiano o quella di un elettricista. Invece era
l'armamentario di uno dei più grandi e feroci bracconieri mai finiti nelle
mani del Corpo Forestale. Trappole per catturare illegalmente gli uccelli,
migliaia di falsi anellini per la certificazione di origine legale,
attrezzi vari per riuscire ad applicare i piccoli cerchietti metallici
alle zampette dei volatili a costo di atroci sofferenze e un set di
strumenti di tortura per capire il sesso degl i animali.
Hanno avuto un sussulto gli agenti del coordinamento del Corpo Forestale
di Asiago quando nei giorni scorsi al confine di Vipiteno hanno
controllato il furgone, finalmente individuato grazie a una lunga indagine
condotta insieme ai colleghi della provincia di Bolzano e della Val
D'Aosta e in collaborazione con
la Guardia
di Finanza e la consulenza della Lipu. Da tempo erano sulle tracce di L.
S., un allevatore avicolo originario di Aosta denunciato ora per
maltrattamento di animali, possesso illegale di fauna selvatica e
detenzione di trappole, ma non credevano di poter trovare un tale
campionario di atrocità. Eppure si tratta di professionisti della lotta ai
maltrattamenti agli animali.
Il campionario di malvagità custodito nel centro soccorso fauna selvatica
della riserva di Somadida, a pochi chilometri da Cortina, che
la Forestale
ha aperto pochi giorni fa ai giornalisti proprio mentre era alle calcagna
di L. S., mostra il volto oscur o di una società che non ha ancora
debellato atrocità che discendono direttamente dal medioevo.
Tagliole dai denti aguzzi di tutte le dimensioni, gabbiette dai meccanismi
che sembrano uscite dalle mani di un orologiaio malvagio, lacci e
cappietti per catturare i pregiati osei da accompagnare alla polenta. Un
medioevo che quando vuole sa però mettersi al passo con la modernità, ad
esempio con i richiami di uccelli vietati inseriti come suonerie dei
cellulari.
Con le reti e gli altri attrezzi sequestrati all'uomo fermato a Vipiteno i
piccoli volatili erano catturati con metodi illegali. Le femmine venivano
immesse sul mercato nero che alimenta la tradizione della polenta e osei.
"Spiumati valgono anche due euro l'uno - spiega il vicequestore Isidoro
Furlan, il comandante del Coordinamento distrettuale di Asiago - anche se
recentemente abbiamo colpito duramente molti ristoratori e il fenomeno sta
andando diminuendo".
Ai maschi, in parte catturati in maniera illecita e in parte importati di
contrabbando dall'Europa dell'Est, venivano invece applicati gli anellini
illegali. Quando è stato fermato L. S. stava appunto tornano da uno dei
suoi viaggi "d'affari". Negli allevamenti questi cerchietti numerati
inamovibili, che il bracconiere aveva trovato il modo di falsificare,
vanno inseriti nelle zampette entro pochi giorni dalla nascita. Per
infilarli agli esemplari adulti usava vaselina e vari tipi di pinze di
precisione, spesso spezzando le zampette. "Sono solo i maschi che cantano
e i cacciatori li usano come richiamo per le loro battute, a certe
condizioni si tratta di una pratica legale, ma la persona denunciata li
vendeva anche ad altri bracconieri per essere utilizzati nelle trappole
illegali", spiega ancora Furlan.
Per capire come dividere la sua merce tra maschi e femmine l'uomo aveva
con sé anche bisturi, tubetti di colla e Coca Cola. " ;Con la lama
incideva gli uccelli per controllare il sesso, poi richiudeva i maschi con
una goccia di Attak, fatta saldare attraverso la reazione con la bibita",
racconta Furlan con un leggero brivido nella voce.
La Forestale
insieme a tutto il resto ha sequestrato
anche vari esemplari di peppola, di passera mattugia, di prispolone e di
ballerina bianca. "Quello del bracconaggio è purtroppo un fenomeno in
forte crescita e in alcune provincia come Brescia rappresenta una vera
piaga", commenta ancora il comandante Furlan. Nel 2006 i reati accertati
sono stati 1461 per un totale di otto arresti .
http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/trappole-bracconieri/trappole-bracconieri.html
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