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16 maggio 2007 |
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LIBERO
16 MAGGIO 2007
I cavalli in libertà infastidiscono i contadini, il sindaco ordina diabbatterli
di Oscar Grazioli
All'Azienda Sanitaria Locale d'Isernia, quando è
arrivata copia dell'ordinanza, pensavano fosse il primo d'aprile.
Consultato il calendario, si sono accorti che era passato da un pezzo e
hanno letto attentamente l'incredibile provvedimento di cui venivano
avvertiti. Il sindaco di Longano, provincia di Isernia, li metteva a
parte di avere emesso un'ordinanza nella quale intimava alle forze
dell'ordine di sparare o abbattere, in qualche modo, qualunque cavallo
fosse trovato a pascolare libero nella campagna del comune di Longano.
Motivo? «... considerato che gli equini vaganti che provengono dai
Comuni limitrofi possono essere veicolo di diffusione di malattie alle
aziende zootecniche locali che usufruiscono dei pascoli montani». Amen.
Peccato che, ai servizi veterinari della provincia molisana, non risulti
alcuna epidemia in atto nella popolazione equina. Un solo caso di anemia
infettiva in mesi di attento monitoraggio. Si vede che per Angelo Monaco
una rondine fa primavera e lui, dei saggi proverbi dei nostri vecchi, se
ne frega. In realtà le malattie non c'entrano niente. Si tratta di
piccole faide di paese, storie di confini contesi. La realtà è che il
comune di Longano confina con la provincia di Caserta, in quella zona
denominata Matese dove il Molise si unisce in un matrimonio poco
amorevole con la Campania. Ecco dunque che qualche decina di cavalli,
ignoranti della carta geografica italiana, sconfinano da una regione
all'altra e si mettono a pasteggiare con l'erba dei campi di collina
molisani, peraltro più succosa e aromatica di quella campana. Ovvio che
i contadini del luogo non abbiano piacere di sfamare i cavalli campani
con il sudore delle proprie mani. Del resto il sindaco, al di là delle
paventate e inesistenti epidemie, tradisce la vera motivazione
dell'originale provvedimento quando afferma che «ci sono state varie
segnalazioni di pascolo abusivo all'autorità giudiziaria in passato».
Della serie: io vi avevo avvertito, cavalli e cavalieri. Non mi avete
ascoltato? Vediamo se il piombo vi fa ragionare meglio. E, per
rilanciare, ha trasmesso il provvedimento anche ai comuni casertani di
Letino e Gallo Matese. Per fortuna fino a ieri nessuno ha imbracciato il
fucile, cercando peraltro di evitare accuratamente incontri del terzo
tipo con cavalli allo stato brado, perché l'ordinanza non ammette
tentennamenti e, se disattesa, ci sono severe sanzioni. Se incontri un
cavallo gli devi sparare altrimenti si tratta di omissione d'atti
d'ufficio, oltre che di grave insubordinazione al sindaco. Da notare
che, fino a ieri l'altro, Angelo Monaco faceva parte del Corpo Forestale
dello Stato che, di norma, è impegnato a proteggere il benessere animale
più che a far fuori cavalli ignoranti di geografia. Nel frattempo l'Enpa
sta cercando di portare il sindaco attorno a un tavolo, per renderlo
edotto che l'uccisione di animali senza necessità è punita con la
reclusione da 3 a 18 mesi e, dovesse finire tra le sbarre, non è detto
che ci sia che gli porta le arance.
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