27 luglio 2007

 

IL SECOLO XIX
Luca Rebagliati

Cani rinchiusi senz'acqua si indaga sui combattimenti Blitz di vigili e asl
Gli animali erano in un improvvisato rifugio a Lusignano. Uno è ferito

Albenga (SV). Due grossi cani sequestrati dai vigili, a Lusignano, e un traffico internazionale scoperto nelle piazzole dell'Autofiori. Su Albenga si allunga l'ombra dei combattimenti clandestini.
Adesso i cani (molossi e terrier di grandi dimensioni) sono ospitati nel canile municipale di Albenga ed in altri ricoveri, ma le indagini non si fermano, perché c'è da scoprire quale sarebbe stato il destino degli animali se fossero rimasti nelle mani dei rispettivi proprietari.
Il fatto più clamoroso è la scoperta da parte della polizia municipale di un pittbull di cinque anni e un rottweiler di due in uno spiazzo demaniale alle spalle del cimitero di Lusignano, in una zona ben nota per gli accampamenti di extracomunitari clandestini, per i ripetuti roghi di carcasse di auto e roulotte in una sorta di rimessaggio a cielo aperto e per una situazione di sostanziale degrado che ha portato negli ultimi tempi le forze dell'ordine ad un particolare controllo.
La presenza dei due cani era già stata segnalata in diversi punti della frazione di Lusignano, ma anche in altre parti della città, e le testimonianze parlano tra l'altro di movimentati "allenamenti" degli animali, con l'ausilio di copertoni da usare come manichini e di alberi verso i quali i cani sarebbero stati "lanciati" allo scopo di rafforzare la muscolatura delle zampe e del collo.
Fino ad un paio di giorni fa, però, diversi blitz della polizia municipale erano andati a vuoto. Probabilmente i proprietari degli animali si erano resi conto di essere nel mirino delle forze dell'ordine e avevano preso l'abitudine di spostarli ripetutamente. Alla fine quello spiazzo lungo le sponde del fiume, nascosto alla vista non solo dal cimitero ma anche da una fitta macchia ad oliveto, deve essere sembrato un nascondiglio sicuro. Ma mercoledì mattina gli uomini della polizia municipale e quelli del servizio veterinario dell'Asl si sono presentati di buon'ora a Lusignano e hanno trovato i due grossi cani alla catena sotto il sole battente in condizioni igienico-sanitarie precarie e senza neppure una goccia d'acqua per dissetarsi e refrigerarsi. Un'abitudine, quella di lasciare i cani in preda alla sete, propria degli "allenatori" in vista dei combattimenti, visto che si ritiene che questa pratica aumenti l'aggressività degli animali.
Ovviamente nessuno dei due cani era dotato del microchip o del tatuaggio identificativo previsti dalla legge e adesso l'attenzione degli inquirenti si è spostata sull'identificazione dei proprietari, che non potranno evitare quantomeno una denuncia per maltrattamenti, sempre che non emergano ulteriori elementi che confermino l'ipotesi dei combattimenti o di altre attività illecite in cui potrebbero essere stati impiegati i due cani.
Gli animali sono stati trasferiti nel canile municipale di Enesi, dove hanno potuto trovare una tettoia sotto cui ripararsi dal sole ed una scodella sempre piena d'acqua.
La prima visita del veterinario ha rivelato su uno dei due cani infezioni che sarebbero riconducibili ai postumi di ferite, anche se non è stato possibile stabilire come il cane se le sia procurate.
 

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