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IL SECOLO XIX
Luca Rebagliati
Cani rinchiusi senz'acqua
si indaga sui combattimenti Blitz di vigili e asl
Gli animali erano
in un improvvisato rifugio a Lusignano. Uno è ferito
Albenga (SV). Due
grossi cani sequestrati dai vigili, a Lusignano, e un traffico
internazionale scoperto nelle piazzole dell'Autofiori. Su Albenga si
allunga l'ombra dei combattimenti clandestini.
Adesso i cani (molossi e terrier di grandi dimensioni) sono ospitati nel
canile municipale di Albenga ed in altri ricoveri, ma le indagini non si
fermano, perché c'è da scoprire quale sarebbe stato il destino degli
animali se fossero rimasti nelle mani dei rispettivi proprietari.
Il fatto più clamoroso è la scoperta da parte della polizia municipale di
un pittbull di cinque anni e un rottweiler di due in uno spiazzo demaniale
alle spalle del cimitero di Lusignano, in una zona ben nota per gli
accampamenti di extracomunitari clandestini, per i ripetuti roghi di
carcasse di auto e roulotte in una sorta di rimessaggio a cielo aperto e
per una situazione di sostanziale degrado che ha portato negli ultimi
tempi le forze dell'ordine ad un particolare controllo.
La presenza dei due cani era già stata segnalata in diversi punti della
frazione di Lusignano, ma anche in altre parti della città, e le
testimonianze parlano tra l'altro di movimentati "allenamenti" degli
animali, con l'ausilio di copertoni da usare come manichini e di alberi
verso i quali i cani sarebbero stati "lanciati" allo scopo di rafforzare
la muscolatura delle zampe e del collo.
Fino ad un paio di giorni fa, però, diversi blitz della polizia municipale
erano andati a vuoto. Probabilmente i proprietari degli animali si erano
resi conto di essere nel mirino delle forze dell'ordine e avevano preso
l'abitudine di spostarli ripetutamente. Alla fine quello spiazzo lungo le
sponde del fiume, nascosto alla vista non solo dal cimitero ma anche da
una fitta macchia ad oliveto, deve essere sembrato un nascondiglio sicuro.
Ma mercoledì mattina gli uomini della polizia municipale e quelli del
servizio veterinario dell'Asl si sono presentati di buon'ora a Lusignano e
hanno trovato i due grossi cani alla catena sotto il sole battente in
condizioni igienico-sanitarie precarie e senza neppure una goccia d'acqua
per dissetarsi e refrigerarsi. Un'abitudine, quella di lasciare i cani in
preda alla sete, propria degli "allenatori" in vista dei combattimenti,
visto che si ritiene che questa pratica aumenti l'aggressività degli
animali.
Ovviamente nessuno dei due cani era dotato del microchip o del tatuaggio
identificativo previsti dalla legge e adesso l'attenzione degli inquirenti
si è spostata sull'identificazione dei proprietari, che non potranno
evitare quantomeno una denuncia per maltrattamenti, sempre che non
emergano ulteriori elementi che confermino l'ipotesi dei combattimenti o
di altre attività illecite in cui potrebbero essere stati impiegati i due
cani.
Gli animali sono stati trasferiti nel canile municipale di Enesi, dove
hanno potuto trovare una tettoia sotto cui ripararsi dal sole ed una
scodella sempre piena d'acqua.
La prima visita del veterinario ha rivelato su uno dei due cani infezioni
che sarebbero riconducibili ai postumi di ferite, anche se non è stato
possibile stabilire come il cane se le sia procurate.
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