29 agosto 2007

 

Milano - Vanno in ferie il cane lasciato a casa solo muore di stenti

Sdraiato nel cortile in una pozza d'urina, incapace ormai di reggersi sulle zampe, senza cibo né acqua e ricoperto di piaghe. «L'ho trovato in queste condizioni Attila, il pastore tedesco dei miei vicini di casa», racconta Riccardo Lotoro, operaio di 25 anni e residente a Baggio, in uno stabile di tre appartamenti. «Sono partiti per le ferie circa un mese fa. E non si sono fatti problemi a lasciarlo solo, pur sapendo che era vecchio e malato». Era. Perchè Attila non ce l'ha fatta. «Ho aspettato troppo», si rimprovera Riccardo. «Perché ho ingenuamente confidato nel buon senso di persone che non hanno mai dimostrato di averlo». Dopo una notte passata insonne «per colpa del cane che piangeva come un bambino, sabato mattina scorso mi sono deciso a rivolgermi ai carabinieri», prosegue. «Sono andato alla caserma di San Cristoforo, quella in via Montecatini. Ma mi hanno rimbalzato, dicendo che in caso di maltrattamenti o abbandono degli animali bisogna contattare i vigili urbani». In effetti, è la procedura. «Ma i poliziotti municipali di San Siro scaricano la questione all'Asl veterinaria di Bonola». Qui, sarà perchè è sabato, oltretutto d'agosto, suggeriscono a Riccardo di rivolgersi alla clinica privata "San Siro" in via Lampugnano. L'odissea continua. «Un dottore mi consiglia di chiamare l'Enpa, l'ente nazionale protezione animali». E il pellegrinaggio per ottenere un intervento di soccorso ha finalmente fine. Una guardia zoofila, impegnata in un altro sopralluogo, comprende la gravità della situazione e si reca sul posto. «In vent'anni di volontariato non ho mai visto un cane in condizioni simili», riferisce a Riccardo. Le sue piaghe iniziavano a essere infestate di mosche. Non riusciva nemmeno a muoversi. Viene trasferito alla clinica veterinaria dell'Enpa, dove è soppresso. «Non si poteva fare altrimenti», commenta Ettore degli Esposti, responsabile dell'associazione. «Per mesi ho fatto presente ai propietari - due trentenni milanesi - che il loro pastore tedesco non stava bene», dice Riccardo. Ma loro, evidentemente, avevano in testa solo le vacanze. Per sentirsi la coscienza pulita hanno incaricato un marocchino, che lavora presso un venditore ambulante di fiori del quartiere, di lasciare ogni tanto ad Attila una scatoletta di cibo e cambiargli l'acqua della ciotola. Quando l'abbiamo soccorso era piena di escrementi». Il 25enne di Baggio, la sera prima di rivolgersi alle forze dell'ordine, aveva telefonato alla padrona della povera bestiola: «Vieni a prenderla. Sta morendo. Mi ha risposto che non aveva nessuna intenzione di venire fin qui, scorrazzare per tutta la città alla ricerca di un veterinario. In più non voleva sporcare la macchina nuova». Per Degli Esposti «la negligenza dei proprietari è inammissibile. Come del resto "il giro della sette chiese" che ha dovuto fare il giovane Lotoro prima di trovare qualcuno disposto ad ascoltare la sua denuncia. Un altro al suo posto si sarebbe sicuramente perso d'animo». I padroni del cane sono stati denunciati per violazione dell'articolo 544 del Codice Penale e rischiano una pena detentiva da tre mesi a un anno oppure una multa da 3 a 15mila euro.

LIBERO

di CHIARA OLTOLINI

29 AGOSTO 2007

 

 

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