SEI NELL'ARCHIVIO 2006

6 agosto '06

IL SECOLO XIX 06/08/2006

La truffa dei farmaci generici - L'inchiesta affidata ai Nas di Torino. Sarebbero una decina i prodotti da banco su cui si sospettano irregolarità
Approvati grazie a falsi studi, ma inefficaci Tre indagati, coinvolto un laboratorio ligure
 

Torino. Farmaci generici mai sperimentati finiti sugli scaffali delle farmacie e venduti al banco, certificazioni false per velocizzare l'iter delle autorizzazioni e risparmiare sui costi di produzione: il libro della malasanità italiana si arricchisce di un nuovo capitolo.
Sarebbero almeno tre le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Torino nell'ambito dell'inchiesta sulle irregolarità nella certificazione e nella sperimentazione di alcuni farmaci generici. Una decina i medicinali finiti sotto accusa. Il fascicolo, aperto dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, ipotizza il reato di falso ideologico.
L'inchiesta, partita circa un anno fa dopo una segnalazione dell'Aifa - l'Agenzia italiana per il farmaco - aveva rilevato anomalie nella certificazione di un medicinale generico che serve a curare ulcere venose e trombosi ed è prodotto in un laboratorio ligure. Ad avviare gli accertamenti era stata la Procura torinese messa in allarme da una relazione medica sulla sperimentazione del farmaco risultata completamente inventata. Il documento venne ritrovato durante una perquisizione ordinata dalla magistratura che all'epoca indagava sul doping e la Juventus.
I farmaci irregolari analizzati finora nei laboratori dei Nas - il nucleo antisofisticazioni dei carabinieri - non contengono sostanze nocive alla salute. «Al massimo - spiegano dalla procura torinese - potrebbero risultare inefficaci. Ma il fatto che non siano stati testati da una nuova sperimentazione non permette di escludere che producano effetti collaterali dopo anni di utilizzo».
Secondo la legge, l'autorizzazione a commercializzare i farmaci generici, cioè quei medicinali il cui principio attivo è già ampiamente utilizzato sul mercato, passa obbligatoriamente dagli uffici dell'Aifa. Alla scadenza del brevetto - cioè trascorsi dieci anni - le aziende specializzate nel reperire sul mercato farmaci col brevetto scaduto possono acquisire il diritto a sperimentare nuovamente la molecola. Una volta eseguita la sperimentazione e ottenuta l'autorizzazione dall'Aifa, le aziende rivendono il medicinale alle case farmaceutiche, che lo immettono sul mercato con un altro nome.
Eliminando i costi di una nuova sperimentazione, le aziende del settore incrementano i guadagni già milionari. Il risparmio, eludendo la sperimentazione, è di circa centomila euro a farmaco e il vantaggio ulteriore per le aziende è di ottenere senza alcuna spesa guadagni ingenti, pari a dieci volte il costo della sperimentazione. Il settore dei "generici" ha poi in pochi anni raggiunto una quota di mercato considerevole, circa il 25 per cento in termini di confezioni vendute, che cresce a tassi tra i più elevati in Europa. Le cifre, insomma, sono da capogiro.
«Vogliamo offrire la massima disponibilità e collaborazione con la Procura di Torino e i Nas», spiegano dall'Aifa. «Siamo stati noi a denunciare alla magistratura le irregolarità su alcuni farmaci, riscontrate dopo aver visionato i risultati di un'indagine condotta dai nostri ispettori».
«Abbiamo piena fiducia nell'operato della magistratura ? spiegano i rappresentanti di Assogenerici, l'Associazione nazionale industrie farmaci generici - e ci auguriamo che venga fatta totale chiarezza sulla vicenda, nel rispetto della salute pubblica e di tutte le aziende che operanonella legalità".
Laura Cardacino

 

 

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