da IL MESSAGGERO VITERBO
16 OTTOBRE 2006
Al poligono militare strage di mucche al pascolo
di FRANCESCA
BIAGIOLA
Strage di mucche al pascolo all’interno del poligono militare di Monte
Romano dove nei giorni scorsi, durante un’esercitazione militare più
intensa del solito, sono state uccisi ben dieci animali e altri cinque
sono stati feriti in modo grave. Nel paese, che basa molta della propria
economia proprio sull’allevamento dei bovini, adesso insorge il sindaco
Domenico Pengo. «Bisogna che i militari - dice - facciano più
attenzione. E’ vero che che le esercitazioni vengono comunicate ed è
dovere dei cittadini sgomberare la zona ma non è cosa sempre facile con
animali allo stato brado.
Al
poligono militare di Monte Romano più che alle esercitazioni belliche i
soldati si danno al tiro alla mucca. Così, dopo l’ultima involontaria
carneficina, il primo cittadino del paese, Domenico Pengo, li richiama
all’ordine: «chiedo maggiore controllo», tuona. Perché durante l’ultima
esercitazione i colpi del Reggimento hanno lasciato sul campo ben 10
animali e ne hanno feriti altri 5.
Non è la prima volta che incidenti simili accadono ma l’episodio
avvenuto nei giorni scorsi ha oggettivamente dimensioni eccezionali. Un
eccidio a tutto danno di uno degli allevatori di questo comune del
Viterbese, noto per l’importanza delle sue mandrie. Evidentemente i
militari erano alle prese con tiri più importanti del solito: colpi così
forti da mettere in allarme di notte l’intera cittadinanza.
E questo nonostante il piccolo comune asservito al poligono sia da
decenni abituato ai boati delle esercitazioni. Così, rinvenuta quell’enorme
quantità di capi mandati anzitempo al macello, il sindaco Pengo ha rotto
gli indugi ed è intervenuto: «serve più controllo e sicurezza», ha
detto. «Perché è vero – ha sottolineato il sindaco di Monte Romano – che
le esercitazioni vengono comunicate ed è dovere dei cittadini sgomberare
la zona (cosa non sempre facile, con animali allo stato brado) ma è pure
vero che gli incidenti sono più frequenti che in passato. Gli accessi al
poligono sono privi di sentinelle e di chiusura ermetica; e non usano
evidentemente controllare la zona dall’osservatorio posto all’interno
del poligono. Alrimenti avrebbero visto il bestiame». Poco tempo fa a
perdere la pazienza con i militari fu Tarquinia: divampò un pauroso
incendio nei campi di tiro di Pian di Spille, pieni di sterpaglie. Ora
tocca a Monte Romano. «La perdita economica, la morte brutale degli
animali e lo scarso controllo», dice Pengo. «La gente non è più
tranquilla».