SEI NELL'ARCHIVIO 2006

17 ottobre '06

da IL GAZZETTINO DI PORDENONE

17 OTTOBRE 2006

Galline "impiccate" all'albero della cuccagna Animalisti irritati. Il sindaco: «È la tradizione»

San Quirino (PN) - La tradizionale cuccagna che ogni anno tiene banco in occasione della sagra paesana di San Quirino ha fatto inorridire la Lav, tanto da indurla a rivolgersi alla Procura. Motivo dello sconcerto la vista di un paio di animali morti appesi fino a ieri mattina all'albero della cuccagna allestito in piazza, dopo che già nelle settimane scorse lo stesso episodio si era verificato a San Foca. Una gallina, un'oca, un fagiano, un coniglio e qualche altro animale il bottino dell'antico gioco dedicato ai coscritti per domenica, ultimo giorno della sagra.Il referente provinciale della Lav, Guido Iemmi, spiega che «vogliamo capire come sono morti gli animali . Se il decesso è avvenuto all'interno della macellazione familiare oppure, come probabile, se sono stati uccisi dopo essere stati appesi. In questo caso scatta il reato per maltrattamento. Inoltre, ci chiediamo da dove arrivano, se sono stati acquistati o sottratti, anche per fugare ogni dubbio di pericolo aviaria». Iemmi precisa inoltre che «sarà necessario individuare le responsabilità dell'iniziativa in termini di autorizzazioni e permessi». La tradizione vuole che ogni anno, in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono di San Quirino come per quelli di altri paesi friulani, i giovani che hanno raggiunto la maggiore età seguano una sorta di percorso di iniziazione all'età adulta. Prima devono portare in spalla per il paese il baldacchino della Madonna, poi devono contendersi gli ambiti premi, una gallina o un pollo, un tempo non faceva certo differenza quando sui piatti la polenta era l'alimento che andava per la maggiore.E così anche oggi il rito continua a essere riproposto più o meno alla stessa maniera, trasformato in un'occasione per valorizzare il passato. «Si tratta di un'usanza a cui non vogliamo rinunciare spiega il sindaco Corrado Della Mattia. Una tradizione che vogliamo conservare perché ci caratterizza».

Stefania Del Zotto

 

 

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