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agosto '06 BRESCIA
OGGI- Martedì 15 Agosto 2006
IL CASO: I randagi venduti per 300 euro finivano in laboratori
tedeschi. A una svolta le indagini aperte a Lecco, Brescia e Bolzano
Traffico di cani, tripla inchiesta Coinvolti un rifugio di Orzinuovi e sei
persone fra veterinari e volontari
Un
traffico illegale di cani accalappiati nella Bassa e nell’Ovest bresciano
che sarebbero finiti in Germania come cavie per sperimentazioni di farmaci
e nuove tecniche chirurgiche.
Quello che per anni è stato solo un sospetto delle associazioni
animaliste, sta trovando sempre più certezze nell’indagini condotte dalle
Procure di Brescia, Milano e Bolzano. In tutti fascicoli compaiono dieci
indagati, tra cui i volontari di tre associazioni che gesticono canili di
Orzinuovi e Merate e due veterinari. Sei delle persone finite nel mirino
delle procure abitano nella nostra provincia. Pesanti le accuse
ipotizzate: maltrattamenti di animali e associazione a delinquere
finalizzata al falso per ottenere erogazioni pubbliche.
Già, perchè oltre a condannare a una morte raccappricciante i cani
ottenuti con una falsa promessa di adozione in Germania, secondo i
magistrati, i gestori del traffico avrebbero gonfiato i rimborsi richiesti
alle Asl. Per due volontari si prefigura anche il reato di intimidazione.
Avrebbero minacciato di morte i colleghi che avrebbero per primi
denunciato il fenomeno alla magistratura.
La chiusura indagini destinate a unificarsi in un unico filone, è
imminente: ad ottobre potrebbero già scattare i primi rinvii a giudizio.
L’ultimo tassello investigativo è stato posto con l’acquisizione di
documenti di un canile della Brianza. Gli investigatori, su segnalazione
di un volontario, avrebbero riscontrato che gli indirizzi degli affidatari
dei cani sono inventati. Anche i documenti dell’Asl, con tanto di cedolini
del fax, sarebbero stati contraffatti. Scavando a ritroso nei fascicoli di
adozione che vanno dall’ottobre 2003 al maggio 2004, sarebbero emersi
«scambi» sospetti di animali con due rifugi della Bassa a cui sono
complessivamente consegnati 42 cani partiti con una fotoscheda a testa,
senza essere scaricati poi dai registri. Di oltre una trentina di animali
non esisterebbe più traccia.
L’indagine ha preso il via nel 2004. Lungo l’autostrada A4 in territorio
di Sirmione, i carabinieri dei Nas di Brescia bloccano un furgone scortato
da un’auto staffetta: all’interno sono stipati quindici cani meticci in
pessime condizioni di salute diretti in Germania. Gli animali, privi di
documentazione anagrafica e veterinaria, risultano provenire da un canile
non convenzionato con l’Asl che gli avrebbe a sua volta ricevuti dal
rifugio di Orzinuovi.
I carabinieri scoprono incongruenze sospette. A partire dal numero dei
cani affidati ufficialmente a privati cittadini che a volte è minore e a
volte maggiore di quello. Irregolarità formali si giustificano i
responsabili. Secondo gli inquirenti invece sono la prova di una truffa ai
danni di Asl e Comuni che nasconde un traffico internazionale. Nei guai
anche due veterinari che hanno firmato i certificati delle vaccinazioni
che servono al rilascio dei passaporti sanitari europei senza i quali i
cani non possono andare all’estero. Negli atti dell’indagine emerge che
ogni cane destinato alla vivisezione avrebbe fruttato dai 200 ai 300 euro.
«È da escludere - ha sostenuto fin dall’inizio della vicenda l’avvocato
Sergio Arcai che difende alcuni volontari dell’associazione che gestisce
il rifugio di Orzinuovi -, che i miei assistiti abbiano partecipato al
deprecabile commercio di cani all’estero con finalità vivisezionistiche.
Le persone da me difese fanno parte di un’associazione di volontari senza
scopo di lucro, che in questi anni, oltre ai contributi pubblici, hanno
impiegato somme di loro denaro rilevante entità per sopperire a tutte le
esigenze di accoglimento, cura e affidamento dei cani abbandonati o
randagi».
Dieci mesi fa si apre intanto un nuovo fronte di indagine: una coppia di
bresciani, lui della Bassa, lei della Franciacorta che si qualificano come
volontari di un’associazione animalista vengono intercettati alla
frontiera del Brennero. Nel loro fuoristrada sono stipati in condizioni
pietose 13 cani di razza. Anche in questo caso gli animali, sprovvisti di
documenti, risultano provenire dal canile della Bassa. La coppia
denunciata per maltrattamento di animali è anche indagata per traffico
illegale di cani per la vivisezione.
In Italia sono 990 i canili autorizzati: oltre ai finanziamenti base
ricevono un ticket giornaliero di due euro per ogni cane ospitato. Cinque
in provincia le strutture convenzionate con l’Asl: Orzinuovi, Gottolengo,
Pontevico, Provaglio e Castelcovati.
N.S.
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