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16 ottobre '06
IL SECOLO XIX
16 OTTOBRE 2006
Caccia ai
cavalli di Giacopiane Gli animalisti: «No al macello»
Un esperto sta
catturando gli esemplari lasciati allo stato brado. Per riaverli, i
proprietari devono pagare 200 euro. Timori per quelli non reclamati
Borzonasca (GE) - Il
tam tam nell'universo animalista è già cominciato. La temuta sigla Alf,
acronimo in lingua inglese del Fronte di liberazione animale, è pronta a
intervenire con presidi e picchetti qualora per i cavalli selvaggi di
Giacopiane si profilasse il rischio di finire al macello. Per tentare di
risolvere una volta per tutte un'emergenza che si protrae da anni,
ovvero la presenza di cavalli selvaggi nel parco dell'Aveto, il sindaco
Ivo Pattaro ha infatti emesso un'ordinanza che da una parte soddisfa,
dall'altra allarma. Soddisfa i proprietari dei terreni dove è capitato
che gli animali andassero a cercare cibo negli ultimi inverni, allarma
il fronte animalista, gli appassionati del genere equino e quanti
credono che i cavalli selvaggi possano (per non dire debbano) essere
considerati e trattati come una risorsa del territorio, addirittura come
un'attrattiva turistica.
Dice Enrico Bertozzi, direttore della scuola del fumetto di Chiavari e grande appassionato di cavalli. «Il sindaco e il presidente dell'Ente parco, Giuseppe Maschio, mi hanno fino a oggi garantito che gli animali non rischiano di essere macellati - dichiara Bertozzi - e non ho motivo di dubitare della loro parola. È chiaro però che se solo il rischio si profilasse siamo pronti per correre ai ripari e anche in maniera piuttosto rumorosa». Ma andiamo con ordine. Con un'ordinanza che riprende un'operazione analoga del 2003, il sindaco Pattaro ha messo all'opera un esperto di cavalli selvaggi, Giuseppe Tassara, specialista di team roping. Dopo aver piantato una tenda, Tassara si è messo all'opera per catturarli. Nel giro di qualche giorno ne ha recuperati una trentina. Venti sono già stati ripresi dai proprietari (che hanno dovuto pagare circa duecento euro a capo per riaverli). Il prossimo inverno dovrebbero tenerli nelle stalle in modo da evitare pascoli sgraditi nei terreni dei privati. I cavalli che non saranno ripresi dai padroni (una decina, finora) verranno venduti all'asta. È chiaro che potrebbero acquistarli anche persone interessate alle carni. «E' l'unica soluzione - dice Pattaro - Del resto anche i legittimi proprietari potrebbero essere i primi a venderli per farne filacci, non lo posso prevedere. In compenso devo risolvere un'emergenza pubblica. Nelle scorse settimane sono state trovate anche due carcasse di cavalli a Giacopiane. Dovrà pagare il Comune per rimuoverle, sono pericolose, rischiano anche di inquinare le falde acquifere della zona. Sono anni che insistiamo affinché i proprietari non li lascino più liberi. Non hanno mai voluto sentire ragioni». «Se è per questo, è pericoloso anche spostare questi animali tutti privi di vaccinazioni e libretti sanitari - chiosa Bertozzi - Non si sa che tipi di malattie possono trasmettere muovendoli dal loro habitat». L'Asl 4 sta effettuando tutti gli esami del caso, in particolare per l'anemia infettiva equina, non trasmissibile all'uomo. A metà settimana scadrà il termine per i proprietari che vogliano riprendersi i cavalli catturati. «Verranno quasi tutti», spiega il vigile Claudio Bona che segue la pratica. Le preoccupazioni degli animalisti riguardano quel "quasi". Francesca Forleo
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