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GIOVANNINO 3 gennaio '05 Giovannino ... pochi giorni prima di abbracciare la sua libertà ... era caduto dal nido, dal ramo di un abete del mio giardino. Aveva pochi giorni, forse sette. Il suo piccolo corpo era ancora nudo, solo il testino iniziava ad avere un po' di peluria. Non avevo mai salvato una creatura così piccina prima d'ora, solo a prenderlo avevo paura di stringerlo troppo e di romperlo o soffocarlo. Ma era troppo piccolo per farcela da solo, sarebbe morto nel terreno freddo e bagnato dall'acquazzone che era appena passato. Attesi qualche ora curando l'eventuale arrivo della sua mamma, ma non arrivò e non potevo lasciarlo esposto ad intemperie e gatti randagi. Avvolsi Giovannino in una sciarpa e poi gli preparai un nido caldo con un maglione di lana, lo accarezzai delicatamente per calmare il suo cuore che batteva forte. Il veterinario mi indicò come preparare un pastoncino e come sfamarlo. E' stata una meravigliosa esperienza imbeccare Giovannino per alcune settimane, farlo bere dal foro di una siringa e vederlo crescere e riempirsi di piume man mano che i giorni passavano ... poi iniziò a beccare cibo e acqua da solo, e poi ancora a tentare piccoli voli sulla mia testa. Dopo qualche settimana, un giorno Giovannino mostrò una particolare vivacità; continuò a volare dalla mia mano alla finestra, poi ancora sulla mia mano, sulla mia testa, continuò senza fermarsi e cantava felice. Pensai fosse arrivato il momento per lui di aprire le ali verso la sua libertà; e così fece. Si posò prima su un albero poi tornò sul davanzale del balcone. Poi ancora, da un albero all'altro... Rimase alcuni giorni in zona per farsi rivedere, cinguettando dagli alberi del giardino. Gli lasciai il mangime sul davanzale così che per i primi tempi potesse avere un punto di riferimento e abituarsi gradualmente al nuovo cibo. Poi il suo canto si unì ai cinguettii degli altri uccellini sull'ippocastano. R.C. Ho voluto raccontare questa mia esperienza perché possa essere un buon esempio per salvare piccoli volatili nella stessa situazione ... provando totale sdegno verso l'attività venatoria, che con i suoi proiettili spesso ancor più grossi del corpo minuto di queste sensibili creature, spezza la loro vita senza diritto alcuno.
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