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20 maggio '05 Le pillole di:Angela Marino
LEGA ANTI VIVISEZIONE
Settore "Ippica e Sport Equestri"
PARZIALE RISPOSTA AD INTERROGAZIONE FURTI
Più volte abbiamo affrontato e denunciato il
grave fenomeno del furto di cavalli, facendo anche presentare
un'interrogazione parlamentare nel luglio 2004 (primo firmatario il Sen.
Oskar Peterlini) ai Ministri dell'Interno e della Salute. Dopo circa un
anno è giunta risposta soltanto dal Ministero
della Salute, a firma del Sottosegretario Cursi, il quale fa presente
che l' anagrafe equina viene organizzata e gestita
nell'ambito del Sistema Informativo Agricolo Nazionale dell'UNIRE (che
però sappiamo riguardare determinate categorie di cavalli e non tutte) e
dichiara che detto dicastero ha predisposto uno schema di decreto con cui
verrebbe disposto l'obbligo per tutte le aziende in cui sono detenuti
equidi di essere registrate presso i Servizi Veterinari e che gli equidi
siano provvisti di un sistema di identificazione elettronico. Non è chiaro
se si riferisce al microchip, da
noi espressamente richiesto quale unico valido sistema di identificazione.
Tale preannunciato decreto dovrebbe stabilire - inoltre - le modalità e le
competenze in ordine alla registrazione degli equidi demandate all'UNIRE e
alle Ass. Prov. Allevatori (APA), mentre la disciplina inerente alle
implicazioni di carattere sanitario (sorveglianza
epidemiologica, farmacologia, ammissibilità al
consumo umano, etc.) verrebbe demandata ad un ulteriore decreto del
Ministro della Salute. Egli sostiene poi che "questa amministrazione ha
sempre dedicato una particolare attenzione al cavallo, relativamente alla
tutela del benessere nell'allevamento, nel trasporto e
nelle manifestazioni sportive"; cosa difficile da credere visto che finora
non è stata approvata alcuna legge specifica ed i cavalli continuano ad
essere maltrattati ed a morire nelle svariate attività in cui sono
utilizzati. Nel dare ampie rassicurazioni circa l'idoneità delle carni
equine provenienti da regolare macellazione, Cursi non fa però menzione di
un'altra misura da noi proposta che è quella di effettuare sistematici
controlli in mercati del bestiame, mattatoi (dove dubitiamo che tutti i
cavalli che vi arrivano siano accompagnati da documenti di identificazione
"autentici") e nelle macellerie, atti ad individuare eventuali soggetti
rubati o carne di provenienza sospetta. Lo stesso riferisce, infine,
che " Il Ministero dell'Interno ha precisato che,
allo scopo di prevenire e reprimere il fenomeno dei furti di cavalli e la
macellazione clandestina, ha provveduto a diramare specifiche disposizioni
alle Questure fin dall'aprile 2003..."; disposizioni che si sono rivelate
evidentemente insufficienti come dimostrano i dati dei continui furti che
si continuano a registrare in tutto
il Paese. E certo consideriamo negativa la mancata risposta del
Ministrodell'Interno, quale segnale di scarsa attenzione verso questo
drammatico problema divenuto ormai una vera e propria piaga sociale. Allo
stesso avevamo rivolto precise richieste, rimaste inascoltate, tra le
quali l' istituzione di una Banca Dati dei cavalli rubati e la creazione
di un coordinamento tra le Forze dell'Ordine.
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