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15 ottobre '05
NON SOLO POLLI
Che cos´è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di
broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai
solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono
in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori
di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l´ingrassaggio. Il
risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad
elevatissimo
"indice di conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e
ne "produce" uno di carne. Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche
il tempo per diventare pazzo). Questi polli denominati "galletti" quando
arrivano a "maturazione" pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a
busto circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così
accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.
Come vengono allevati? Si chiama allevamento
integrato.
Assoggettato, cioè, alla filiera industriale della produzione di carne, le
cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi
delle uova, produzione dei pulcini, magnifici, macelli, industria di
lavorazione, logistica, commercializzazione nella rete della grande
distribuzione organizzata. Nel nostro paese due aziende controllano oltre
il 70% del mercato. Una è l´AIA del gruppo Veronesi e l´altra è del gruppo
Amadori. L´allevamento viene svolto in grandi
capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una
densità di 10-15 per metroquadro, sino a 30 chili di "carne" a mq. (I
regolamenti UE per gli allevamenti biologici stabiliscono in tre polli per
metro quadrato la densità massima ammissibile). Beccano tutto ciò che ha
colore paglierino, giorno e notte, grazie all´illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle
deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della
pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile; e fino
a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono
dal primo all´ultimo giorno della loro brevissima vita calpestando e
dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono
contrastate dal primo all´ultimo giorno di vita con gli antibiotici
contenuti nei mangimi; ma per i virus - come si sa - non ci sono farmaci.
Da qui l´uso di vaccini che, come è noto, creano una quantità di anticorpi
che contrastano l´estrinsecazione delle manifestazioni patologiche del
virus, ma impediscono la eradicazione dello stesso, consentendo che
animali solo apparentemente sani siano commercializzati: con il rischio
che il virus si trasferisca dall´animale all´uomo. A questo si aggiunge il
rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 - 100.000 animali
spaventati, tenuti in quelle condizioni.
L´organismo del broiler, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a
dura prova, l´apparato digerente stressato, la
sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita.
Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di
biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe
batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività.
Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus rasmissibili agli
uomini, come salmonelle e influenze; costose, come il caso dell´ultima
peste aviaria costata alla sola regione veneta 110 miliardi, e altri 500
allo stato.
Cosa mangiano?
I polli dovrebbero mangiare mais, soia e fibre. Trasformano proteine
vegetali in proteine nobili. I broiler, che rappresentano il 99% dei 520
milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che mangiamo ogni anno,
mangiano esclusivamente mangimi industriali, prodotti in larghissima
misura da due o tre aziende. Le formule di questi mangimi sono top secret;
possono in questo modo metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la
soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%), sono in
grandissima parte di importazione e di produzione transgenetica, perché
costano meno.
Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e
tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio
esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli
belgi alla diossina è dovuta a un "eccesso" di PCB, ma se sta nei limiti
tollerati si può dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali
derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe, dalle piume
derivate dai loro fratelli morti in precedenza; oltre alle proteine
animali acquistate dove costano meno (farine di sangue e di pesce). Ai
polli ed ai tacchini ne vengono somministrate una quantità fino al 30% nel
tacchino, un po´ meno per il pollo.
Cosa si ottiene?
Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una
carne senza gusto né qualità organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati se li cucini due minuti di più letteralmente si
sbriciolano, se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce
con cui sono stati allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da
nessun
ristorante degno di questo nome, viene data solo nelle mense delle
fabbriche, delle scuole o per le mense delle famiglie sotto i due milioni
al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile.
Amadori la tritura, aggiunge un po´ di manzo e propone in questi giorni
con la pubblicità i rotoloni di carne
"per una buona domenica da passare in famiglia". Questi rotoli sono fatti
con la carne di tacchini con aggiunta di carne di manzo e - come si dice
in gergo - con la giusta quantità di aromatizzanti.
Nessuno, ad esclusione dei pochi NAS, protegge i consumatori. Nessuno
controlla, e i nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise
istruzioni, guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro.
Luigi Boschi
Parma, 14 ottobre 2005
Fonte: Guglielmo Donadello, consulente aziendale settore
zootecnico e agroalimentare (Liberazione, 19 novembre 2000)
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