SEI NELL'ARCHIVIO 2005

ottobre '05 da Promiseland.it

Tom Regan, la voce più autorevole del movimento per i diritti animali

La moderna struttura della "Casa del volontariato" del comune di Monza (MI) ha ospitato, la sera del 24 settembre, la presentazione di "Gabbie vuote", l'ultimo libro di Tom Regan, il filosofo americano considerato il principale difensore dei diritti animali a livello mondiale. L'evento è stato organizzato dall'associazione "Oltre la specie", il cui fondatore, Massimo Filippi, ha curato la traduzione in italiano del libro stesso, oltre ad averne scritto insieme alla moglie Alessandra la prefazione.
Proprio Massimo Filippi, neurologo al San Raffaele di Milano e vegan da parecchi anni, ha fatto da interprete al "guru" dei diritti animali nel corso della piacevole serata brianzola.

L'incontro è stato introdotto dall'assessore all'ambiente del comune di Monza, Michele Erba, che ha evidenziato come il comune stesso si sia distinto in passato per l'adozione di normative all'avanguardia a tutela degli animali.

L'affluenza di pubblico è stata più che buona, tanto che la sala in cui si è svolta la presentazione è stata riempita completamente, con grande soddisfazione degli organizzatori. Approssimativamente 70-80 persone hanno potuto ascoltare le parole di Regan, un simpatico e gioviale signore sulla sessantina con capelli e barba bianchissimi e un'espressione del volto che esprime grande vitalità. Il pubblico è stato messo a proprio agio anche dall'esposizione del filosofo statunitense: semplice, spiritosa e cordiale.

Il primo concetto che Tom Regan ha introdotto è quello legato al cosiddetto estremismo di cui vengono spesso tacciati gli attivisti animalisti.
Regan ha definito la propria posizione in merito alla salvaguardia dei diritti degli animali come "estrema"; spiegando con una chiara analogia perchè l'aggettivo "estremo" non è necessariamente sinonimo di "sbagliato" o "eccessivo". Lui dice che nel condannare alcuni comportamenti immorali o violenti non si può non essere estremi. Ad esempio nel caso della pedofilia o dello stupro, ognuno ricopre una posizione estrema, di condanna assoluta e incondizionata; ma non per questo tale posizione va considerata eccessiva, bensì giusta. Nessuna persona che può definirsi civile, sarebbe disposta a tollerare abusi sessuali neppure saltuariamente. E dovrebbe essere così per ogni forma di palese ingiustizia. Comprese quelle le cui vittime sono animali.

continua ...

 

 

torna a Mappa ... Mondo