SEI NELL'ARCHIVIO 2005

2 luglio '05

Comunicato da Animalisti Italiani - Peta

ROMA. ATTIVISTI PETA E ANIMALISTI ITALIANI MANIFESTANO NUDI PER MOSTRARE LE VERITA’ NASCOSTE SUGLI “UNITED COLORS” DI BENETTON.

Roma 1 Luglio 2005 – Attivisti di PETA e ANIMALISTI ITALIANI nudi, vestiti esclusivamente da un arcobaleno di colori con macchie rosse di sangue finto, hanno manifestato davanti al negozio Benetton di Roma, in via del Tritone, per convincere l’azienda trevigiana a non utilizzare più lana australiana fino a quando l’industria laniera australiana non vieterà la crudele pratica del mulesing, ossia la mutilazione della carne nella zona perianale degli agnelli (cui non vengono somministrati antidolorifici) e l’esportazione di capi in vita ai mercati mediorientali su quelle che vengono comunemente chiamate “navi della morte”.

Gli attivisti, coperti solo da colori e costumi, hanno lanciato slogan nel bel mezzo della strada e hanno incoraggiato i passanti a boicottare Benetton mostrando manifesti con immagini degli agnelli mutilati in Australia. Per i giornalisti intervenuti,
un omaggio singolare ed emblematico: candidi agnelli giocattolo con il posteriore macchiato di rosso sangue e un messaggio vocale “beee-netton fa maaale alle pecore!Tieni lontano le forbici dal nostro sedere e visita il sito www.unitedcrueltyofbenetton.com per saperne di più”.
PETA e Animalisti Italiani chiedono a Benetton di unirsi alle altre catene mondiali che stanno lottando per riformare l'industria laniera australiana, bandendo gli indumenti in lana australiana fino a quando non verranno vietate la crudele pratica del mulesing e dell'esportazione di capi in vita.

Il mulesing consiste in una dolorosa mutilazione nel corso della quale gli allevatori australiani fanno ricorso a forbici da potatura per intagliare la carne nella zona perianale degli agnelli
(cui non vengono somministrati antidolorifici) nel rozzo tentativo di ridurre l'infestazione da larve. Tale pratica viene utilizzata nonostante esistano metodi di controllo più umani. Ogni anno milioni di pecore vengono inviate nel Medio Oriente su imbarcazioni scoperte, in balia delle condizioni atmosferiche più estreme e impantanate nei loro escrementi. Molte pecore malate e ferite vengono gettate in pasto agli squali o macellate vive in maceratori a bordo delle navi. Quando raggiungono il Medio Oriente, i sopravvissuti vengono sgozzati mentre sono ancora completamente coscienti.
Dopo un anno di tentativi di negoziazione con il governo Australiano affinché bandisca queste atrocità, nell'ottobre 2004 PETA ha lanciato una campagna di boicottaggio della lana australiana a livello mondiale aggiudicandosi il sostegno delle prestigiose marche statunitensi Abercrombie & Fitch, J.Crew, Timberland e Limited Brands e delle famose catene britanniche
New Look e George. Nonostante ciò, la Benetton si rifiuta di seguire l'esempio.

"Gli 'united colors' di Benetton sono diventati rosso sangue"- ha dichiarato Jody Ruckley, coordinatrice della campagna europea di PETA. - "Se la Benetton non vuole avere sulla coscienza la tortura di milioni di pecore, deve smettere di vendere capi realizzati con lana australiana".

Il tour include manifestazioni in Europa, Asia, America del Nord e del Sud. Per maggiori informazioni più e per visualizzare un video sul mulesing e l'esportazione di capi in vita, visitare il sito Web
UnitedCrueltyOfBenetton.com

 

 

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