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30 agosto '05 da Collettivoanimalista Fonte: www.ilmanifesto.it19.08.05 20 agosto 2005
Nell'isola di Reunion i cani randagi sono usati come esche per la pesca
degli squali. Ma l'allarme era stato già lanciato il 3 luglio scorso dalla trasmissione 30 millions d'amis su France2. Nel programma era stato rivelato, attraverso filmati e immagini, il maltrattamento di molti cani dell'isola. Una tradizione locale consiste nel mettere all'amo dal muso i cani, caricarli sulle imbarcazioni e gettati in mare ancora vivi, nell'attesa di essere dilaniati dagli squali. «Questa pratica è una consuetudine - ha spiegato Ilaria Ferri, direttore dell'associazione animalisti italiani - dei pescatori del posto. Non possiamo quantificare i casi, ma contando che nell'isola ci sono 150mila cani randagi, non è difficile ipotizzare quanti ne siano stati uccisi. Inoltre è da condannare, allo stesso modo, la pesca degli squali, molto spesso appartenenti a specie protette di cui ne è vietata la cattura».
Ad una settimana dalla trasmissione è stato ritrovato un cucciolo morto di
6 mesi che aveva il muso e le zampe con alcuni uncini. Il 29 luglio a
Saint Marie de la Reunion
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